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La comunicazione ai tempi del blocco

Una delle prime domande a cui oggi un’azienda deve poter rispondere è la seguente: “Mi sto rendendo utile al mio pubblico?”.

L’avvento del Coronavirus ha rivoluzionato lo scenario comunicazione, sia quella “pubblica” che delle singole imprese, grandi o piccole che siano. Ma di fatto, cosa è cambiato? In questo articolo proveremo a capire insieme, come continuare a comunicare con efficacia anche in questo periodo, puntando la nostra attenzione in particolare al canale dei social media.

Siamo tutti chiusi in casa, e improvvisamente il nostro stile di vita, la percezione della nostra sicurezza hanno subito un immenso contraccolpo. Guardare i notiziari in questi giorni ci fa capire, come gran parte del mondo è ugualmente a rischio, e le conseguenze di questa pandemia hanno colpito moltissime nazioni.

Mai come in questi giorni coloro che fanno informazione hanno il peso e la responsabilità di rivolgersi al proprio pubblico in uno scenario che è cambiato drasticamente nel giro di poche settimane.

Aziende, imprese, testate di informazione, enti pubblici, autorità sanitarie si stanno interrogando sulle modalità di comunicazione verso un pubblico che è costantemente esortato a limitare il più possibile i contatti personali, proprio nel tentativo di ridurre il numero dei contagi. Questo comporta una restrizione dei movimenti e della socialità, che influisce tanto sugli stati d’animo quanto sulle abitudini quotidiane.

La maggioranza delle persone rimane in casa, e all’improvviso cambiano situazioni che si sono ripetute per anni: E’cambiata la modalità lavorativa, chi può sta facendo smart-working, mentre per altri c’è la sospensione dell’attività. Le scuole sono chiuse, e i ragazzi, non senza una certa difficoltà di organizzazione, seguono le lezioni in videoconferenza.

Il Pubblico è cambiato

In breve tempo è cambiato il modo di socializzare, e si è assistito ad un grande incremento dell’utilizzo dei social media, chat e video chat.

Anche i consumi sono drasticamente cambiati, si fanno spese al supermercato con quantità maggiori e meno frequenti, mentre si è necessariamente incrementato il consumo del cibo a domicilio.

In questi giorni, anche il senso di orgoglio, e di solidarietà e unità nazionale si è incrementato, e la lotta al virus è diventato un valore comune e condiviso, ma più passa il tempo e più cresce la preoccupazione per il disastro economico che questa crisi sta determinando e c’è il desiderio di tornare a riaprire velocemente le attività, ma allo stesso tempo comincia anche a farsi strada l’idea che molte cose non potranno più essere fatte come prima, e che occorre un approccio diverso sul nostro modo di fare e di pensare alle cose.

I social media sono caratterizzati da una produzione di contenuti molto veloce ed ampia e con feedback altrettanto rapidi e misurabili. Per questo motivo essi rappresentano un importante, e in qualche caso feroce, banco di prova della propria comunicazione.

Quanto sono utile al mio pubblico?

Una delle prime domande a cui oggi un’azienda deve poter rispondere è la seguente: “Mi sto rendendo utile al mio pubblico?”.

Una delle prime cose da evitare quando ci si rivolge ai propri clienti o ai propri ospiti, è quella di incentrare tutta la propria comunicazione intorno ad un unico tema. L’epidemia in corso e le sue molteplici implicazioni sono già nella mente di tutti, quindi potremmo correre una serie di rischi che potrebbero produrre dei seri contraccolpi.

Ecco alcuni errori da evitare quando si comunica sui social in questi giorni:

Iniziamo col dire che sono da evitare nel modo più assoluto sono tutti quei contenuti che danno l’impressione che ci si voglia approfittare della situazione. Riporto un breve esempio che ha fatto scalpore: Qualche settimana fa, già in piena emergenza, tra messaggi di Facebook compariva un’inserzione sponsorizzata che per proporre un’offerta di abbonamento usava questo slogan “Ora più che mai informarsi conviene”. Probabilmente l’inserzione era stata sviluppata prima del coronavirus, ma è rimasta attiva durante l’emergenza, suscitando molti feedback negativi.

Quindi, un’indicazione utile è senza dubbio quella di controllare i contenuti realizzati o programmati prima della crisi e stoppare la diffusione di quelli che risultano inadatti.

Un altro tema delicato è quello relativo ai messaggi che sono in contrasto con le indicazioni sanitarie. Banalmente, postare immagini che fanno riferimento alla socialità, all’aggregazione, all’uscita da casa in questo periodo possono suscitare reazioni negative. Il nostro stile di vita è cambiato radicalmente, e mettere in risalto la discrepanza tra il messaggio e la nuova quotidianità dell’utente è assolutamente controproducente. Ad esempio, un comune italiano, nel pieno delle misure previste dal governo, ha pubblicato una foto di gruppo del sindaco insieme ad alcune autorità religiose: inutile dire che i cittadini impegnati a rispettare distanze di sicurezza e limitazioni ai movimenti non hanno gradito affatto.

La situazione è difficile, ma le persone hanno anche bisogno di speranza, leggerezza e messaggi positivi, quindi è bene evitare i toni lugubri da funerale. Non è un caso che la notizia la notizia di un comune del modenese in cui il lambrusco è uscito dai rubinetti dell’acqua è diventata virale nel pieno dell’emergenza.

Qualche esempio di comunicazione utile

Se, ad esempio il tuo tipo di attività ti rende un punto di riferimento dal punto di vista sanitario, condividi consigli igienici e di profilassi: assolverai a una funzione sociale molto apprezzata.

Se non appartieni a qualche particolare categoria che ha il permesso di lavorare in questo momento, la tua attività è ferma, allora cerca di mantenere il contatto con i tuoi clienti. Sono già presenti sui social video di palestre che offrono consigli per allenarsi in casa, o di locali che insegnano come fare il proprio cocktail preferito. Questo aiuta le persone a godere del tuo servizio anche quando tu non puoi offrirlo.

Ogni idea per passare il tempo, o che serva a concedersi una distrazione, diventa un utile contenuto in questo scenario:

Hai un’attività alimentare? Proponi e idee per cucinare, semplici e con ingredienti facilmente reperibili, perché le persone si sposteranno probabilmente in un unico negozio, e non frequentemente.

Se sei un esperto in un determinato settore? (ad esempio un insegnante o un educatore) prova a dare dei consigli su cosa fare in casa, con i bambini: giochi, hobby, suggerimenti per tenersi in forma, suggerimenti per comunicare con persone lontane.

Sei un esperto del tuo territorio? Racconta on-line i tuoi luoghi preferiti, rendili indimenticabili nei tuoi racconti, cosi che quando finirà la crisi, le persone che ti hanno seguito sceglieranno te per venire a visitare quei luoghi

Se puoi dai esempi e messaggi positivi, di speranza, di solidarietà o piccole gioie, non esitare: ne abbiamo e ne avremo tutti bisogno in queste settimane.

In questo periodo ricorda sempre che tutta la popolazione italiana sta facendo sacrifici proprio come te e ti stai impegnando per ridurre l’impatto collettivo e sociale della pandemia in corso. Questa è la connessione più forte che hai in questo momento con il tuo pubblico, pensaci ogni volta che vuoi comunicare con il tuo pubblico, vedrai che i risultati ci saranno.

Buon lavoro a tutti

Il Team di Guestoodo

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